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Nov25

Non è possibile… e adesso del bue e dell’asinello itta mindi fazzu?

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Alcuni giorni fa,  ascoltando il telegiornale, ho sentito che nell’ultimo libro di Papa Ratzinger c’è scritto che nella grotta di Betlemme, dove nacque Gesù, non c’erano animali… ma non è possibile!! e ce lo dicono così???. In questo momento di crisi mondiale, di crisi politica… ci mancava solo questa notizia. E adesso, su boi e su burriccu aundi dus pongu? Io tutti gli anni faccio il presepe…. se fosse stato per mio figlio, sarebbe già pronto… lui dopo ferragosto incuminzara con le domande: “bè allora il presepio candu du faeusu?” ..... ed io: “adesso non fa sono tutti in ferie bisogna aspettare…” ci riprova anche i primi di Novembre… ma Halloween non permette, ed anche in questi giorni ritorna nuovamente alla carica… mia madre dice che anche io ero così da bambino…. evidentemente sono cose che si tramandano…d’altronde la mia passione per il presepe nasce grazie a mio padre....
Mio padre che,  tutti gli anni l’8 Dicembre… pioggia, neve o vento, apriva gli scatoloni e la casa veniva invasa Re Magi, soldati romani, angeli e pastori.  La nostra non era una grande casa, era di quelle dove i letti comparivano la notte…  e devo dire che erano anche comode perché durante il giorno avevi  la possibilità di giocare a calcio dentro il salone. Solitamente capitava dopo pranzo….si ricreavano le azioni del Cagliari dello scudetto…in quegli anni non ci fiara Larrivey.. ma un certo Rombo di Tuono…io ero Albertosi e mi posizionavo nella porta che separava l’andito dal salone, mio fratello si alternava, a volte era Riva a volte Niccolai, a seconda del risultato della domenica. Mio padre era quasi sempre Domenghini  che crossava dalla cucina…. il pubblico era composto dalle mie sorelle che non erano una tifoseria violenta ma si facevano sentire….arbitrava l’incontro mia madre che puntualmente, a tipo Rosario lo Bello ammoniva o interrompeva la partita a seconda delle sfoddate che colpivano la vetrina …questa attività sportiva veniva interrotta solo nel periodo di Natale quando mio padre si dedicava alla costruzione del presepe…niente a che vedere con quelli già pronti  che vendono nelle città mercato….il nostro era stile Natale in casa Cupiello….una opera che occupava metà stanza, rendeva inacessibile e quindi chiusa una finestra  e che obbligava mia sorella a dormire accanto al castello di Re Erode….. cussu chi non poriara biri is pippiusu!!.
La costruzione richiedeva almeno una settimana di lavoro: due giorni per la progettazione e cinque per la realizzazione  … e per noi bambini, quella settimana non passava mai…solo quando le luci dello sfondo e delle case si accendevano il presepe si poteva dire ufficialmente completato.
Come da tradizione, la stalla della natività era custodita dal bue e dall’asinello che riscaldavano ecologicamente l’ambiente, Gesù bambino, non ancora nato, restava nascosto per una ventina di giorni, Maria e Giuseppe chiedevano alloggio ma tutte le locande erano piene….all’epoca non ci fiara nemmancu un bed and breakfast…i Re Magi avanzavano lentamente e ogni tanto mio padre si inchiettara quando trovava le pecore a pancia in su.. non a causa della lingua blu ma per le risse tra pastori che io e mio fratello organizzavamo.
E adesso, dopo questa nuova verità itta faeusu? Lasciamo la Sacra famiglia  al freddo e al gelo? E su pippiu, candu arribara, chi lo sente? Dovrei chiedere un consiglio a mio padre, ma lui adesso non c’è più… ho chiesto a mia madre…. lei mi ha guardato e ha sorriso….come per dire: “ma su Papa cummenti fairi a du sciiri?" .  Allora ho deciso che quest’anno non cambierà nulla nel mio presepe…tutto resterà come da tradizione, come tanti anni fa quando dopo aver smontato e riposto ogni oggetto al suo posto,   si riapriva finalmente la finestra e la luce che nuovamente illuminava la camera ci ricordava che il Natale era appena passato.

Max Medda

Posted in Blog Novembre 2012

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